Supplementazione vitaminica nel neonato

La supplementazione di Vitamine e Minerali nel Lattante

La nascita del bambino è il momento che decreta il termine della gravidanza e segna l’inizio di quella che è lo sviluppo e la crescita del neonato nell’ambiente esterno.

Il piccolino che viene alla luce infatti non ha ancora i sensi perfettamente sviluppati, ha una struttura ossea molto fragile, un sistema immunitario ancora da costruire o una funzione intestinale ancora immatura. Tutto ciò ci fa capire che la nascita è solo la continuazione di quel processo di crescita iniziato 9 mesi prima nel grembo materno. Il neonato dipende ancora dalla mamma…ma, mentre durante la gravidanza assumeva tutto il necessario fisiologicamente, ora saranno i neo-genitori a dovergli dare, oltre alle cure ed alle attenzioni, tutte quelle risorse necessarie per sviluppare tutte le funzioni vitali e proseguire il suo processo di crescita.

La supplementazione di Vitamine e Minerali risulta in tal senso fondamentale ed anche le linee guida redatte dalle maggiori Società Scientifiche di settore ne raccomandano l’assunzione fin dai primi giorni di vita del lattante.

Di seguito porremo la lente di ingrandimento su alcuni tra i micronutrienti essenziali fin dalla nascita del lattante, che lo potranno accompagnare nei primi anni di vita.

Fin dai primi istanti di vita, è importante somministrare al neonato la Vitamina D, un’importante vitamina che il nostro organismo non è in grado di produrre da solo e che tra l’altro, facilita l’assorbimento del calcio, favorisce la chiusura della fontanella, contribuisce ad una buona dentizione ed influenza inoltre i processi di acquisizione della massa ossea, sia diret­tamente contribuendo alla regolazione del metabolismo fosfo-calcico, che indirettamente stimolando lo sviluppo del tessuto muscolare. La Vitamina D risulta quindi fondamentale per lo sviluppo dello scheletro del bambino e per la conseguente prevenzione del rachitismo carenziale.

Gli studi epidemiologici disponibili, evidenziano una elevata prevalenza, soprattutto sul ter­ritorio italiano, di ipovitaminosi D (superiore al 50%), durante tutte le età pediatriche. Il latte materno infatti, non possiede fisiologicamente quantità di Vitamina D sufficienti a soddisfare il fabbisogno del bambino.

La produzione di vitamina D è inoltre stimolata anche dall’esposizione al sole ed ovviamente, i bambini, alla nascita non hanno la possibilità di incrementare i valori di Vitamina D attraverso questa fonte.

Tutto ciò fa si che sia necessario e fondamentale, fin dalla nascita, supplementare il lattante con quantità di Vitamina D atte a favorire e supportare il suo sviluppo1.

Le Società Scientifiche di settore, raccomandano quindi, per tutti i neonati, indipendentemente dalla tipologia di allattamento che ricevono, una somministrazione giornaliera di Vitamina D che duri almeno per tutto il primo anno di vita. Il dosaggio consigliato per os è di 10mcg/die (400 U.I)1.

Nel nato pretermine con peso alla nascita inferiore a 1.500 grammi si raccomanda un apporto di 200-400 U.I./die di Vitamina D. A tale proposito è opportuno considerare l’apporto di Vitamina D somministrato attraverso l’alimentazione (nutrizione parenterale, latte materno fortificato, formula per pretermine).

Quando il neonato raggiunge un peso di 1.500 grammi e si nutre attraverso una alimentazione enterale totale si raccomanda un apporto di 400-800 UI/die di Vitamina D fino ad un’età post concezionale pari a 40 settimane1.

La somministrazione con Vitamina D, può continuare anche oltre l’anno di Vita. Tra 1 e 18 anni per esempio, nei soggetti a rischio di deficit, la profilassi può essere effettuata mediante la somministrazione di 600 – 1.000 U.I. di Vitamina D1.

La Vitamina K è un componente necessario per favorire la coagulazione del sangue.

Alla nascita, i livelli di Vitamina K nel plasma del neonato sono molto bassi a causa dello scarso passaggio di tale Vitamina attraverso la placenta. A questo si aggiunge il fatto che l’intestino del neonato è ancora immaturo e che quindi la sintesi della Vitamina K endogena inizierà solamente in un secondo tempo, con la maturazione della flora batterica intestinale. Nella prima settimana di vita, tale mancanza viene inoltre accentuata dalla scarsa produzione di latte materno. (2)

La comprovata carenza di tale Vitamina nei primi mesi di vita, risulta rischiosa in quanto possibile causa di sanguinamento e dell’insorgenza di quella condizione che è comune­mente denominata Malattia Emorragica Neonatale (MEN). Essa, in base al momento in cui si manifesta, viene classificata come precoce (nelle prime 24 ore), classica (nella prima settimana) e tardiva (tra la seconda e la dodicesima settimana) e può risultare fatale per il bambino. (3)

La Vitamina K viene quindi somministrata di routine al momento della nascita a tutti i bambini, per prevenire la malattia emorragica precoce e classica. Sull’opportunità o meno di proseguire la somministrazione non c’è un orientamento univoco da parte dei medici: il motivo è che la malattia emorragica tardiva è un’evenienza molto rara, tuttavia, avendo oggi a disposizione certi presidi, è consigliabile suggerire questa profilassi per tutti i bambini allattati al seno (il latte in formula infatti contiene già supplementazioni di Vitamina K) (3).

L’American Academy of Pediatrics (APP) per esempio ha deciso di raccomandare la somministrazione di una dose singola di Vitamina K, pari a 0,5 – 1 mg, per via intramuscolare a tutti i neonati, in modo tale da prevenire la MEN precoce e classica (4). Il trattamento per os con Vitamina K è consigliabile per tutti i neonati allattati al seno dalla seconda settimana fino alla quattordicesima (2).

Lo Zinco è un minerale, la cui concentrazione subisce nel lattante una fisiologica riduzione soprattutto tra il 5° ed il 6° mese di vita, quando l’apporto derivante dal latte ma­terno si riduce (4).

Nel bambino pretermine invece, la carenza di Zinco dipende sostanzialmente dal mancato assorbimen­to di tale materiale nelle ultime settimane di gestazione.

Le linee guida ESPGHAN sulla nutrizione parenterale in età pediatrica riconoscono infatti che i bambini prematuri necessitano di un apporto superiore di Zinco rispetto ai bambini nati a termine (450-500 mg/kg al giorno) per raggiungere il tasso di accresci­mento che avrebbero avuto in utero. (4)

È ampiamente dimostrato dalla letteratura come la carenza di Zinco, sia nel pretermine ma anche nel nato a termine, si esprima con un ritardo di crescita e che la sua assunzione abbia quindi effetti benefici sia sulla crescita staturale che su quella ponderale del bambino. (4)

L’utilità dello Zinco è inoltre comprovata nello sviluppo del Sistema Immunitario e della barriera del tratto gastroenterico le cui cellule rappresentano il primo bersaglio in caso di carenza di tale minerale. (5)

A differenza di quanto accade per la Vitamina D e la Vitamina K, lo Zinco non viene supplementato di routine. Come detto, fino al 4/6 mese di vita del bambino, il latte, materno o artificiale, è sufficiente per garantire l’apporto di Ferro e Zinco di cui l’organismo del bebè ha bisogno. Dopo i 6 mesi, invece con il divezzamento, per assicurarsi il fabbisogno necessario di Zinco, sarà sufficiente assumerlo attraverso la dieta. L’utilizzo di integratori invece può essere consigliato esclusivamente dal pediatra nel momento in cui ne individui una carenza. Sarà egli stesso a prescriverne eventualmente il dosaggio e la durata della terapia. (4)

E’ stato anche dimostrato che non solo il bambino dalla nascita, ma anche la mamma in gravidanza ed allattamento ha la necessità di una corretta integrazione di Zinco.

In gravidanza, alcuni studi osservazionali dimostrano che la carenza di Zinco può causare un travaglio prolungato, un ritardo nella crescita fetale o morte embrionale;

In allattamento è importante integrare la quantità di Zinco per compensare la perdita dovuta alla secrezione attraverso il latte materno(4)

Come lo Zinco, anche il Calcio è un minerale la cui integrazione non è prevista di default, ma ne viene prescritta la supplementazione esclusivamente nei casi in cui il Medico o il Pediatra ne rilevi una carenza specifica. Il Calcio è il minerale più abbondante nel nostro corpo: il 99% è fissato ad ossa e denti mentre il restante 1% si trova nel sangue e nelle cellule. La sua utilità è comprovata nel processo di divisione e di specializzazione delle cellule ed è necessario per il mantenimento di denti ed ossa normali. Ha una azione importante nel controllo della contrazione muscolare e nei processi di coagulazione del sangue. Il Calcio, che ha un’ottima azione sinergica con la Vitamina D, è presente in moltissimi alimenti e ci accompagna fin dai primi giorni di vita, quando la sua assunzione avviene attraverso il latte materno.

Abbiamo citato la Vitamina D e la Vitamina K, due micronutrienti fondamentali per lo sviluppo del bambino ed ormai raccomandati di routine per un periodo che va dalla nascita e può proseguire fino ai primi due anni di vita. Non sono sicuramente però meno importanti tutte le altre Vitamine, la cui supplementazione non è prevista dalle linee guida, ma che potrebbe essere importante in caso il medico o il pediatra ne riscontrino una carenza o decidano di integrarne le quantità. Non si può certo dimenticare la Vitamina C, che ha notoriamente una azione antiossidante, che contribuisce al normale metabolismo energetico e favorisce la normale funzionalità del sistema immunitario. Anche la Vitamina E contribuisce a garantire la protezione cellulare dai radicali liberi, mentre è comprovata l’azione benefica della Vitamina A, oltre che sul sistema immunitario, anche nel mantenimento di una normale capacità visiva e della pelle. L’Acido Folico, facente parte del complesso del gruppo “B”, agisce invece sul senso di stanchezza ed affaticamento, contribuisce alla crescita dei tessuti materni in gravidanza ed al mantenimento di una funzionale attività psicologica. Le altre vitamine del Gruppo B ( B1, B2, B3, B5, B6, B7, B12) hanno un’azione sul metabolismo energetico e sul mantenimento del sistema nervoso, oltre che come l’Acido folico, un effetto positivo su stanchezza ed affaticamento e funzione psicologica.

Le Vitamine sono pertanto un valido supporto, non solo per il bambino, in tutte le situazioni in cui ne sia necessaria la supplementazione.

Bibliografia

  1. Pediatria Preventiva e Sociale –Consensus: “Vitamina D in età pediatrica” – Supplemento al numero 3 – Anno X
  2. Clavenna A. – La profilassi dell’emorragia da deficit di Vitamina K nel neonato.
  3. Mosca F., Agosti M. Prevenzione della malattia emorragica da deficit di Vitamina K
  4. Zuccotti V, Giovannini M. – “Manuale di Pediatria. La pratica Clinica”
  5. Salvia G – Gastroneo review – “Lo Zinco nella nutrizione del Neonato”
  6. Regolamento UE N. 432/2012