Il riequilibrio della flora intestinale

Il microbiota e’ un insieme di microrganismi residenti a livello gastrointestinale. Il microbiota e’ un ecosistema complesso che contribuisce al benessere e alla salute dell’organismo umano: contiene geni e metaboliti biologicamente rilevanti che condizionano lo sviluppo della mucosa dell’ospite e l’omeostasi. La perdita di omeostasi puo’ condizionare la eziopatogenesi di un ampio numero di patologie, tra cui figurano affezioni sistemiche metaboliche. La superficie della mucosa del tratto intestinale e’ di circa 200-300 metri quadri e corrisponde all’incirca all’area di un campo da tennis. I batteri contenuti in questo distretto anatomico molto esteso sono numerosissimi: circa 1013– 1014 e la maggiore concentrazione di questa flora si trova nel colon. Per avere un’idea di questa quantita’ basta pensare che il numero dei batteri contenuti nella flora intestinale (cellule procariote) corrisponde a 10 volte il numero delle cellule eucariote presenti nel corpo umano.

Composizione del microbiota

Anche il numero di specie batteriche e’ molto elevato; infatti, ci sono circa 500 differenti famiglie di batteri. Si puo’ parlare di microrganismi autoctoni, caratterizzati da batteri che normalmente vivono a livello intestinale e di un microbiota alloctono, costituito da batteri che provengono da altre fonti. A livello del tratto gastrointestinale esiste una differente distribuzione dei batteri. Infatti, nello stomaco la crescita dei batteri e’ inibita da un pH basso e la concentrazione di microrganismi aumenta progressivamente lungo il tenue; oltre la valvola ileo-cecale si raggiungono concentrazioni batteriche pari a 1011 – 1014 UFC/ml (UFC= Unita’ Formanti Colonie). Infine, nel colon il 99% del microbiota e’ anaerobio e il microbiota costituisce il 35-50% del volume del contenuto del colon. Il microbiota e’ composto per il 95% da batteri che possono vivere senza ossigeno (anaerobi) e per il 5 % da batteri aerobi (che necessitano di ossigeno per vivere). Tra i batteri anaerobi si ricordano: Escherichia Coli (vari tipi), enterococchi, batterioidi, bifidobatteri e i clostridi. I microrganismi aerobi piu’ comuni sono invece: lactobacilli (anaerobi facoltativi), proteus, lieviti, clostridi, stafilococchi (anaerobi facoltativi). I batteri intestinali possono sintetizzare diverse vitamine: ad esempio i Bifidi producono la B1, l’Escherichia Coli produce le vitamine B1, B2, B6, acido nicotinico, acido pantotenico, acido folico, vitamina B12, vitamina K, biotina. La composizione batterica del microbiota gastrointestinale e’ influenzata da diversi fattori come per esempio l’eta’, il parto, il tipo di allattamento, l’ambiente e la dieta

Fisiologia

Fisiologicamente il microbiota intestinale mantiene un equilibrio o omeostasi tale per cui non si verificano alterazioni patologiche e vengono consentite le sue normali funzioni, che possono essere riassunte in: metabolica, trofica, protettiva ed immunologica. Il microbiota deve essere considerato un vero e proprio organo.

Disbiosi intestinali

Il microbiota intestinale puo’ essere soggetto a modificazioni che possono alterare lo stato di salute. Quando i microrganismi intestinali sono in equilibrio la condizione prende il nome di ‘eubiosi’. Quando, invece, compaiono batteri non desiderati o nocivi, l’equilibrio si altera e viene a crearsi una condizione di ‘disbiosi intestinale’, purtroppo, assai diffusa. La disbiosi (o dismicrobismo) intestinale e’ un’alterazione della composizione quantitativa e/o qualitativa del microbiota intestinale. Come conseguenza vi puo’ essere la comparsa di sintomi quali nausea, vomito, gonfiore, dolori addominali e diarrea. La piu’ comune, importante e conosciuta causa di disturbo del microbiota e’ rappresentata dall’impiego di farmaci, soprattutto antibiotici. Molti antibiotici, infatti, attaccano tutti i tipi di batteri che incontrano nell’organismo, sia quelli che causano malattie sia quelli ‘buoni’ che favoriscono il mantenimento di un buon stato di salute. Un’alimentazione non adeguata (troppi zuccheri e proteine, errato accostamento dei cibi, ridotta e cattiva masticazione), pasti ingeriti in fretta e l’uso di lassativi, antiacidi, antibiotici, ecc., creano un prodotto della digestione (bolo) ricco di proteine mal digerite e altre sostanze anomale, che predispongono allo sviluppo di varie sostanze tossiche e batteri della putrefazione, entrambi molto dannosi.

Effetti Benefici

Le attivita’ benefiche variano da probiotico a probiotico e sono ceppo-specifiche. Ogni ceppo quindi agira’ con piu’ o meno efficacia sui diversi fattori. A livello prettamente intestinale i probiotici competono con i patogeni batterici per il numero di recettori presenti sulla superficie epiteliale e inibiscono l’adesione e la colonizzazione da parte di ceppi enterotossigeni e enteropatogeni. Alcuni possono legare tossine o sostanze mutagene rendendole inattive o possono inibirne l’accumulo, favorendo la riduzione del tempo di transito.

Prebiotici e Simbiotici

Nel tempo, la possibilita’ di agire modulando l’equilibrio microbico si e’ arricchita anche della disponibilita’ di supplementi dietetici quali i PREBIOTICI, ingredienti alimentari non digeribili che stimolano selettivamente la crescita e/o l’attivita’ metabolica di uno specifico genere di batteri, promuovendo la salute dell’organismo. Possono essere effettivamente considerati prebiotici a pieno titolo l’inulina, i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS). I frutto-oligosaccaridi (FOS) sono composti naturalmente presenti nel cibo o aggiunti agli stessi in ragione delle loro proprieta’ organolettiche, non digeribili e che quindi raggiungono il colon immodificati, qui sono sottoposti a fermentazione batterica, stimolando le attivita’ metaboliche intestinale del microbiota. I FOS, come anche l’inulina, sono presenti normalmente nei tessuti di molti vegetali, perche’ sono delle fibre e il loro effetto prebiotico e’ stato ampiamente dimostrato. Numerosi studi riportano che la somministrazione di questi carboidrati favorisce l’aumento del numero dei bifidobatteri in vivo e in vitro. FOS e inulina costituiscono la categoria di carboidrati non digeribili maggiormente utilizzati come prebiotici.

Simbiotici

Una possibilita’ alternativa per modulare o riequilibrare il microbiota intestinale consiste nell’uso di SIMBIOTICI, preparati alimentari che contengono sia uno o piu’ ceppi probiotici sia uno o piu’ ingredienti prebiotici. Gli alimenti simbiotici rientrano a pieno titolo nella categoria dei prodotti funzionali, a cui appartengono tutti quegli alimenti in grado di svolgere una o piu’ azioni benefiche per l’organismo e di influenzare positivamente lo stato di benessere psico-fisico dell’uomo.